venerdì 1 giugno 2007

Conan il Ragazzo del Futuro

Titolo originale: Mirai Shonen Conan
Regia: Hayao Miyazaki
Studio: Nippon Animation
Anno: 1978
Episodi: 26
Genere: Fantascienza

Miyazaki è un genio.
Basta.
Il guru dell'animazione giapponese, che recentemente è diventato piuttosto famoso anche in occidente grazie a La Città Incantata e al Castello Errante di Howl, è infatti il diretto responsabile di quella che è, forse, una delle serie animate migliori che io abbia mai visto.

In Conan c'è tutto. Una storia d'amicizia che scalda il cuore, una morale di fondo, tanta avventura e tanta ironia. In 26 episodi Miyazaki concentra quella che è l'essenza del cartone animato giapponese. Un'essenza che non è composta solo da combattimenti violenti, robottoni che se le danno di santa ragione e raggi di energia cosmica, ma anche da qualcosa di più semplice, qualcosa di dannatamente semplice che però solo i grandi registi e sceneggiatori sanno raccontare.

E' così che assistiamo alla storia di Conan e di Lana. Due bambini che, in un futuro non troppo lontano, rappresentano la speranza di un'umanità decimata da una guerra. Un'umanità che però sembra non riuscire del tutto a imparare dagli errori del passato e che rischia di darsi il definitivo colpo di grazia.
Ma Conan e i suoi amici riusciranno, con la loro purezza e la loro voglia di vivere, a cambiare la sorte del mondo.
Riusciranno a far capire alla gente che con la violenza, la guerra e l'odio non si va da nessuna parte e che l'unico modo per costruire un mondo migliore è collaborare insieme rispettando gli altri e la natura.

Volendo ben guardare Conan rispetta i clichè tipici degli anime: un protagonista ingenuo con una forza smisurata, la ragazzina da salvare, l'amico imbecille, l'amico ancora più imbecille, la nemica che a un certo punto si ravvede, il cattivo bastardo privo di qualunque inibizione morale che farà la fine che si merita... Tutto già visto ok. Anche i temi affrontati potrebbero sembrare un po' troppo zuccherosi e già visti. Qualcuno potrebbe insomma obiettare che, nel 2007, la visione di un anime come Conan può risultare pallosa, già vista.
Niente di più sbagliato.
Qui ci troviamo di fronte, come ho già detto, all'essenza del cartone animato giapponese. Miyazaki ha curato con amore lo sviluppo della trama e la caratterizzazione dei personaggi. Li ha resi vivi, indimenticabili. E i rapporti di amicizia o rivalità che li legano sono senza dubbio interessantissimi e tutt'altro che infantili. Lasciando un attimo da parte il rapporto tra Conan e Lana, che per quanto bello e commovente è forse il più scontato, colpisce molto il modo in cui Monsley è combattuta su quale sia la cosa giusta da fare. Tutto molto bello quindi. Non solo i due protagonisti sono interessanti, ma anche tutti gli altri sono tratteggiati splendidamente.

Senza dimenticare le ambientazioni, scenograficamente da urlo per i tempi: si va dal tocco di classe dell'Isola Perduta, con il missile schiantato sulla cima della montagna, fino ai claustrofobici cunicoli della torre di Indastria. Per non parlare della maestosità dell'Aereo Gigante di Lepka che per certi versi mi ha ricordato il Castello semovente di Howl. Non ho potuto infatti fare a meno di immaginare come sarebbe stato se fosse stato disegnato con la stessa (moderna) cura con cui è stato dipinto il castello. Da sbavo.

Vedere Conan era un piacere nel 1978 come lo è oggi. Come il buon vino più invecchia più le sue qualità vengono a galla.
Non si può fare a meno di affezionarsi a certe a certi personaggi. E non si può fare a meno di ringraziare Miyazaki-san per averci regalato una perla del genere.
E grazie anche a Carcanella và, che mi ha fatto scoprire questo anime.

1 commento:

Nabu ha detto...

Stimo Carcano perchè conosce Conan il Ragazzo del futuro (oddio, è giusto che lo conosca, ha più anni lui di miyazaki XD) comunque sia è un opera di miyazaki che manca al mio appello. prima o poi devo dire ad andre di procurarlo perchè merita...come qualunque cosa di Miyazaki.

N!