mercoledì 17 febbraio 2010

Bioshock 2: "Hush, hush, hush, here comes the boogeyman!"

Il primo Bioshock fu a suo tempo un titolo decisamente importante. Fece infatti da apripista alla fase "cazzo duro" di questa generazione videoludica.
Non che prima non fosse uscito nulla di interessante, per carità, ma penso sia abbastanza lecito asserire che gran parte dei titoli più maestosi di questa "next-gen" siano arrivati dalla seconda metà del 2007 in avanti. Da Bioshock in poi, appunto.
Tutto ciò può trattarsi semplicemente di un'incredibile coincidenza, lo so. Ma era carino farlo notare.

Parlando di ciò che era Bioshock, c'è poco da dire che non sia già stato detto.
Un First Person Adventure/Shooter caratterizzato da una veste grafica per l'epoca notevole, un gameplay tutto frizzi e lazzi, uno stile anni '50 semplicemente unico e un'ambientazione favolosa e disturbante.
Ecco, la città sommersa e decadente di Rapture è forse una delle ambientazioni più fighe che si siano mai viste nella storia dei videogiochi. Cupa, inospitale, malata e con quella spruzzatina di steampunk che non guasta mai.
Poi bè, si potrebbe anche dire che Bioshock era l'erede spirituale dei due System Shock, ma non avendoli mai giocati non posso fare paragoni.

A oltre due anni di distanza (porca zozza come passa il tempo) esce il seguito di Bioshock.
Esce dopo due anni e mezzo in cui se ne sono viste di ogni, due anni e mezzo in cui di acqua sotto i ponti ne è passata veramente parecchia.
Nonostante ciò, Bioshock 2 può permettersi il lusso di sbattersene le palle sia dell'acqua che dei ponti.
Il suo prequel è infatti considerato ancora oggi un'esperienza talmente unica e particolare nel suo genere che in effetti è un po' difficile fare paragoni con qualsiasi altra cosa.
Di sparatutto ne sono usciti una caterva, ma praticamente nessuno di questi poteva essere accostato a Bioshock.
Fallout 3 aveva un po' quello stile anni '50 che si respirava a Rapture, ma per il resto era una roba completamente diversa dal titolo 2K Games.
Insomma, Bioshock era in un certo senso unico nel suo genere e quindi era lecito aspettare un sequel che sapesse espanderlo e migliorarlo.

Bioshock 2 è infatti un sontuoso "more of the same" piacevolissimo e croccante.
Graficamente magari sente un pochino il peso degli anni, soprattutto se paragonato a certe figate che si sono viste in tempi recenti.
Per quanto riguarda le scelte stilistiche e l'atmosfera tuttavia, riesce ancora a dire la sua, sebbene personalmente credo che la direzione artistica del primo episodio resti ineguagliata.
Rapture è comunque sempre bella ed opprimente come non mai e oggettivamente stiamo sempre parlando di un titolo artisticamente molto valido.

Il gameplay rulla sempre, c'è poco altro da aggiungere.
Si parte impersonando un Big Daddy scrauso, ma procedendo nella storia ci si trasforma progressivamente in un carro armato completamente fatto di plasmidi in grado di sfasciare tutto e di fare scempio dei nemici nei modi che più ci aggradano.
Per quanto riguarda il level design, la scelta di separare i livelli l'uno dall'altro la trovo ottima, visto che in questo modo si rende il backtracking più sopportabile.
In generale l'impressione è che Bioshock 2 sia un titolo molto più divertente da giocare rispetto al prequel.

Insomma, ancora una volta lo dico: il more of the same, quando c'è la qualità, non è un problema.
E' tutto grasso che cola.
Ah, il multi non l'ho provato. Magari gli darò un'occhiata veloce però boh, il multiplayer in Bioshock continua a puzzarmi.

3 commenti:

Nabu ha detto...

Non sono più il videogamer di una volta. Che cazzo è il backtracking?

N!

Teo ha detto...

Lol, ora ti illumino, ma sicuramente il concetto non ti sarà nuovo XD

Il backtracking è in pratica il dover ripercorrere un livello a ritroso per raggiungere zone che in un primo momento erano inaccessibili o per fare cose che al primo passaggio non si potevano fare.

Per fare un esempio: c'è una porta chiusa che ovviamente non puoi oltrepassare. Continui a esplorare la mappa di gioco e all'altro capo del livello trovi una leva che apre la porta in questione.
A questo punto ti fai il livello a ritroso (facendo magari anche i conti con il respawn dei nemici) e attraversi la porta che prima era chiusa, raggiungendo una nuova zona del livello.
Questo dover ripercorrere, per un motivo o per l'altro, parti del livello già viste è in sostanza il backtracking.
Poi ovvio, ci sono un sacco di variabili (zone raggiungibili solo con un determinato potenziamento, chiavi da trovare, missioni di ricerca ecc).

Nabu ha detto...

Mamma mia come lo odio. Credo che ogni bambino sia rimasto scosso nel doversi fare tutta shadow moses per prendere il fucile da cecchino.
Per non parlare delle temperature della scheda per aprire le varie porte.
Mannaggia a kojima.

N!