domenica 31 gennaio 2010

Mass Effect 2

Dragon Age Origins era il gioco di ruolo classico portato alla perfezione.
Mass Effect 2 è invece qualcosa di totalmente diverso.
E' la rivoluzione del gioco di ruolo occidentale.
E' quello che innova.
E' il ragazzino scavezzacollo che non ha paura di intraprendere nuove e pericolose strade.

Di novità il titolo BioWare ne porta infatti svariate.
Ho già speso due parole sui combattimenti. Ora sono veramente belli e degni di un vero e proprio third person shooter.
Nel primo Mass Effect le sparatorie erano estremamente ingessate e poco stimolanti. Forse erano proprio la cosa meno riuscita del gioco.
Ora invece sono frenetiche e appaganti. Questo grazie a un sistema di mira migliorato e a un cover system eccellente. Sembrano quasi quelle di un Gears of War.

Già un combat system di questo genere potrebbe bastare ad allontanare di mille miglia Mass Effect 2 dal concetto di gioco di ruolo classico.
In realtà le differenze non si fermano qui.
E' sparito ad esempio l'inventario e addirittura il sistema di crescita dei personaggi è stato ridotto all'osso.
Ad una prima occhiata Mass Effect sembra essersi trasformato in un vero e proprio action/adventure, perdendo quasi del tutto ogni componente ruolistica di un certo rilievo.

In realtà non è del tutto vero, Mass Effect 2 possiede comunque numerosi elementi rpg che sono tuttavia ben nascosti in una struttura action.
Il gioco di ruolo insomma c'è ancora, è ben presente e influisce notevolmente sul prodotto finale. Solo che non si fa vedere, rimane un po' nascosto nell'ombra, non vuole essere invasivo.

Vi è ad esempio un sistema di potenziamento delle armi. Questi potenziamenti sono attuabili spendendo le risorse ricavate in un minigioco in cui siamo chiamati a scansionare vari pianeti inesplorati.
E a proposito di pianeti, in questo gioco c'è una vera e propria world map in versione galattica, in cui poter girovagare liberamente a bordo della nostra nave, stando attenti al consumo di carburante.

La cosa che, in ogni caso, fa ricordare che Mass Effect 2 resta pur sempre un rpg vero e proprio è il fatto che esso sia sempre e comunque un'avventura di ampio respiro, che offre svariate libertà in termini di scelte e di possibilità date al giocatore.
Le quest secondarie sono ora belle e interessanti, laddove nel primo capitolo tendevano ad essere tutte uguali tra loro.
Sono scomparse le esplorazioni di pianeti fotocopia a bordo del Mako. Ora tutte le quest secondarie presentano pianeti ed ambientazioni diverse tra loro.
Le missioni legate ai membri del proprio gruppo si rivelano in particolar modo discretamente interessanti e in grado di tener testa a quelle della quest principale.

Ma non solo. I rapporti tra i personaggi, i dialoghi, l'importanza della componente narrativa, contribuiscono a rendere Mass Effect 2 un grande gioco.
Impossibile non citare la splendida caratterizzazione dell'universo in cui è ambientato il titolo BioWare.
Ambientazioni suggestive e personaggi affascinanti creano un universo credibile e quasi plausibile esattamente come avviene sempre nei titoli BioWare.
E' impossibile non rimanere affascinati dai dialoghi, sia che questi siano epici ed emozionanti sia che riguardino discorsi più terra terra.

E' chiaro comunque che la strada intrapresa da Mass Effect 2 sia quella dell'innovazione.
I puristi del gdr classico probabilmente apprezzeranno maggiormente un titolo come Dragon Age.
Tuttavia sarebbe sbagliato affermare che questo allontanamento dalla struttura di un rpg tradizionale sia un difetto vero e proprio.
Il titolo BioWare è infatti un'esperienza che merita di essere vissuta in tutto e per tutto. Ed è qualcosa di assolutamente entusiasmante, che oggi come oggi ha ben pochi rivali.
A mio avviso la strada innovativa intrapresa da questa serie è quella giusta.
E' un tentativo di svecchiamento riuscitissimo, una miscela esplosiva di ottimi elementi presi da generi diversi.

Mass Effect 2 è un sequel che migliora il suo predecessore in tutto e per tutto, prendendone le distanze anche più di quanto ci si potrebbe aspettare, pur conservandone ovviamente lo spirito.
Secondo il parere di chi scrive ci troviamo di fronte al futuro del gioco di ruolo occidentale.

3 commenti:

Gerry Scotty ha detto...

e al solito mi fai consumare la vista nel leggere i tuoi post... gazzo ragazzzo contieniti! scherzi a partem proprio oggi ho fatto il grande passo, in edizione per collezionisti chiaramente. Devo dire di essere rimasto molto soddisfatto. Intanto la confezione a delle dimenzioni piùttosto eque cosa rara oggigiorno, e poi ha uno stile veramente carino. Se poi volgio fare il pignolo una cosa che sinceramente mi è piaciuta poco è la non localizzazione dell'artbook e del dvd del dietro le quinte, mettere dei sottotitoli sarebbe stato rapido ed indolore. per il resto non c'è niente da dire.

Teo ha detto...

Sì, la limited è ben fatta, anche se in effetti hai ragione, potevano sbattersi a tradurre artbook e fumetto.
Che poi mai come in questo caso mi sentivo in obbligo di pigliare la limited, visto che a mio avviso la cover della versione liscia era a dir poco orrenda.

Gerry Scotty ha detto...

si, sembrava la copertina di una rivista...