venerdì 11 maggio 2007

Svalvolati on the road

Quattro amici. Quattro moto. Una strada.
Tanto basta per sollevare la vita quotidiana dalla monotonia. Come diceva Dean Moriarty l'importante è andare avanti perchè noi sentiamo il tempo.
Svalvolati riprende la vecchia formula della commedia "on the road" pescando a piene mani dai clichè tipici di questo genere. Quattro uomini da mezza età abbandonano il loro lavoro e le loro vite e si gettano lungo a una strada in sella alla loro moto, andando in cerca di qualcosa che non si capisce bene cos'è ma che è riassumibile in libertà e voglia di evadere.
Situazione già vista quindi.
Nonostante questo Svalvolati on the Road riesce a essere una commedia fresca e brillante, che riesce a strappare più di una risata. L'idea della banda di motociclisti mal assortita è resa fin troppo bene dal cast decisamente azzeccato e le gag e le sequenze comiche si lasciano davvero apprezzare.
Un film onesto quindi. Consigliatissimo per una serata senza troppe paranoie.

domenica 6 maggio 2007

Final Fantasy XII

Uscito in Giappone nel Febbraio 2006, Final Fantasy XII è approdato nel vecchio continente esattamente un anno dopo, come ormai vuole la tradizione della serie.
Per il mondo dei videogiochi 365 giorni sono un lasso di tempo incredibilmente lungo, soprattutto per un titolo come FFXII che esce in un periodo di transizione tra old-gen e next-gen. Ovviamente l'uscita in Europa dell'attesissimo JRPG di Square-Enix è stata messa in ombra dalle ormai avviate console next-gen e dalla vicina uscita europea di PS3.
Tuttavia FFXII è riuscito ugualmente a colpire. Di fatto è difficile che questo titolo finisca rapidamente nel dimenticatoio come FFIX (che ricordiamo uscì quando la PS2 era già nei negozi europei da qualche mese) dato che il dodicesimo capitolo della "Fantasia Finale" è un titolo rivoluzionario per quanto riguarda la saga di JRPG Square.
Dire che Final Fantasy XII sia un titolo rivoluzionario per l'intero genere dei giochi di ruolo sarebbe infatti assolutamente sbagliato. Il gioco introduce alcune succose e graditissime novità come l'abbandono dei combattimenti casuali, i gambit e così via, ma è tutta roba che si è già vista in un sacco di altri giochi.
In Final Fantasy XI ad esempio, ma anche in GDR occidentali come il bellissimo Star Wars Knights of the Old Republic.
Queste novità introdotte nell'ottica della serie Final Fantasy si rivelano comunque una boccata d'aria fresca dato che stiamo parlando di una saga che aveva un grandissimo bisogno di novità per riuscire ancora una volta a stupire.
Final Fantasy XII è da questo punto di vista l'episodio della serie più divertente da giocare. Raramente ci si annoia e il Level Up, pur essendo necessario così come il guadagno di bottino, non è quasi mai noioso e frustrante. I combattimenti assumono infatti una dinamicità che nei vecchi episodi non c'era.
A una prima occhiata il sistema di combattimento può sembrare estremamente semplicistico. Anche i gambit, con la loro meccanica causa-effetto, a una prima occhiata sembrano automatizzare fin troppo gli scontri con i numerosi nemici che popolano Ivalice. Niente di più sbagliato. Ben presto il giocatore capirà che è necessario cambiare tattica di nemico in nemico e sentirà il bisogno di calibrare di volta in volta i gambit a seconda di quello che deve fare e a seconda delle nuove abilità che vengono sbloccate col proseguire della trama. Indispensabile per esempio il gambit "Nemico con 100% HP --> Ruba", o quelli che castano le magie protettive ai membri del party.
Tutte queste cose non diminuiscono il lavoro del giocatore. Contribuiscono semplicemente a snellire le fasi di gioco che altrimenti risulterebbero troppo pallose.
Altra componente fondamentale di FFXII è l'esplorazione.
Ci troviamo senza ombra di dubbio di fronte al Final Fantasy più bello da questo punto di vista. Grazie anche alla favolosa grafica (davvero impressionante per una PS2) esplorare a fondo le varie aree di gioco è un piacere per gli occhi oltre che una necessità. Anche questa volta manca una World Map ma gli spazi di gioco immensi, dettagliati e curati in ogni aspetto non la fanno rimpiangere.
Anche le città sono fantastiche. Rabanastre, la capitale del Regno di Dalmasca, è assolutamente impressionante. Enorme, con decine di negozi, un mercato, una piazza e tonnellate di personaggi non giocanti con cui è possibile parlare. Una città pulsante e viva come se ne sono viste poche.
Dove Final Fantasy XII delude un po' è sul fronte "storia".
Mi rincresce dirlo ma anche stavolta siamo lontani anni luce dal coinvolgimento emotivo di un FFVII. Ma a dir la verità FFXII da questo punto di vista si discosta parecchio anche dal X e dall'VIII.
Qui non c'è nessuna melensa storia d'amore. Dimentichiamoci scene come il bacio tra Yuna e Tidus o la storiella adolescenziale tra Squall e Rinoa.
La trama di FFXII è fatta di intrighi politici, tradimenti e onore. Un'epopea in cui non c'è spazio per frivolezze. Sicuramente questo approccio più maturo alla trama è da lodare. Tuttavia è innegabile che certi personaggi abbiano poca caratterizzazione e che il gruppo dei protagonisti in più di un'occasione appaia poco compatto. Questi tizi viaggiano insieme, combattono insieme, vogliono salvare il mondo insieme, ma in un certo senso sembra che non si caghino nemmeno. Il gruppo di FFX in questo senso era molto più compatto e amalgamato, pur con tutti i suoi difetti. E rincresce, dato che i singoli personaggi del dodicesimo capitolo avevano senza dubbio delle grandissime potenzialità. Anche la storia purtroppo non riesce ad approfondire eccessivamente i singoli membri del party. O meglio, lo fa, ma il tutto viene spiegato con un certo distacco che non riesce a farti entrare nel cuore Balthier, Basch e compagnia bella. Senza contare che il personaggio principale, Vaan, è il protagonista meno incisivo che io abbia mai visto.
E poi anche qui manca un "cattivo" coi controcoglioni. Io mi chiedo, dove sono finiti i Sephiroth, i Kefka e i Seifer?
Mah...
In ogni caso, pur non riuscendo a regalarci una storia appassionante come i vecchi episodi della saga, Final Fantasy XII è un titolo che va giocato.
Bisogna giocarlo perchè stiamo comunque parlando del miglior JRPG disponibile per PS2 e, in generale, uno dei migliori titoli disponibili per la console Sony. Se infatti FFXII non riesce ad attaccarti allo schermo con una vicenda emotivamente appassionante ci riesce in un altro modo...
Come uno Zelda è l'ambientazione a spingerti a giocare. E' la bellezza del gioco stesso. E' quella sensazione di immergersi un un mondo tangibile e concreto tutte le volte che si inserisce il disco nella console e si prende in mano il pad. E' quella cosa che ti fa dire "livello ancora un po' e poi smetto". E' il richiamo delle terre di Ivalice. E' il sense of wonder.
Roba che finora non si trova ancora nella next-gen. Finora.

venerdì 4 maggio 2007

Spider-Man 3

Lo ribadisco per l'ennesima volta, ma penso si sappia già, soprattuto se eravate soliti leggere anche il mio vecchio blog: Spider-Man 3 era il film che in assoluto attendevo di più in questa stagione cinematografica. Non c'è altro che tenga, nemmeno il pur attesissimo Pirati dei Caraibi 3 potrebbe reggere il confronto con il film di Sam Raimi. Ciò è dovuto in gran parte al fatto che adoro il personaggio e leggo il fumetto da quando avevo dieci anni, ma anche al fatto che i primi due film mi hanno saputo convincere.
Attesa ripagata quindi? Spider-Man 3 è il migliore della serie? Oppure si è rivelato una porcata?
Iniziamo a parlarne.
La prima cosa da dire è che Spidey 3 è un film profondamente diverso rispetto ai due prequel. Devo ancora capire quale sia il migliore, ma senza dubbio non stiamo parlando di un brutto film, a dispetto delle numerose critiche che ho sentito riguardo a questo terzo episodio. Critiche che in parte ci possono anche stare, ma che in buona misura sono piuttosto esagerate e fatte da chi cerca la totale aderenza ai fatti raccontati nel fumetto.
Ma ne parleremo poi.
Spider-Man 3, dicevo, è un film molto più cupo e serioso rispetto ai predecessori. La storia viene raccontata in toni più drammatici e sin dall'inizio si avverte una sorta di tensione che nei prequel non c'era.
Il film ingrana quasi da subito con uno spettacolare combattimento tra Peter Parker e Harry Osborn che lascia impressionati per la realizzazione tecnica e la regia. Fenomenale sotto tutti i punti di vista.
E fenomenali sono anche tutte le altre scene d'azione del film. Dai combattimenti contro Sandman all'epico confronto finale (in assoluto lo scontro migliore della trilogia), non c'è un momento in cui non si rimanga a bocca aperta davanti agli effetti visivi e alle acrobazie che si vedono sullo schermo.
Ma Spider-Man, si sa, non è solo azione. C'è anche il contorno. C'è anche quello che succede a Peter Parker che, come ha detto Riccardo in un commento lasciato alla recensione di Spider-Man 2, è quasi più importante di quello che accade all'Uomo Ragno. Da questo punto di vista la chiave di lettura di Spider-Man 3 può cambiare quasi totalmente. Poche cazzate, il villain principale di questo film non è nè Venom nè Sandman. E' Harry Osborn. James Franco è sicuramente l'attore più convincente di questo terzo episodio. La rivalità tra lui e Parker e il modo in cui si risolve l'intera vicenda (con tanto di finale tragico) è la parte migliore dell'intero film. E non si tiri in ballo la caduta di stile del maggiordomo di casa Osborn che sa tutto perchè questa è una delle inutili critiche di cui parlavo prima, fatte da chi vuole attaccare a tutti i costi il film.
Rimane un po' di dispiacere dato che un villain come Venom avrebbe meritato un film interamente incentrato su di lui, ma la figura di Harry Osborn è semplicemente fantastica e riesce a portare a testa alta l'eredità lasciata dal grandissimo Willem Dafoe del film del 2002.
Lasciano un attimo da parte il rapporto tra Peter e Harry il film propone la solita storiella d'amore con Mary Jane, che comunque non ho trovato più sdolcinata rispetto a quella del secondo episodio.
Spider-Man 3 comunque non è solo pregi. La differenza coi primi due film è che qui qualche difetto abbastanza vistoso c'è. Difetti compensati da notevoli pregi certo, ma pur sempre difetti.
Se è vero che infatti alcune cose mi sono piaciute un casino (Harry Osborn, lo stesso Venom, combattimenti) altre mi hanno convinto decisamente di meno.
Punto uno: Sandman. E' un antagonista che ha alti e bassi. Non lo trovo un personaggio totalmente inutile come ha detto qualcuno ma sicuramente poteva essere caratterizzato meglio. La sequenza della sua "nascita" è comunque un vero e proprio capolavoro ed è un'altro punto forte del film. Il problema di Sandman è che è messo in mezzo a un mostro sacro come Venom e a uno spettacolare Osborn.
Raimi ha comunque deciso di modificare la storia raccontata del fumetto dicendo che è stato proprio Sandman a uccidere lo zio di Peter Parker. Questo dà un certo spessore al personaggio ma di certo non riesce ancora a renderlo un nemico cazzuto come era ad esempio il Dock Ock di Spidey 2. Tra l'altro questa idea rischiava di sminuire il senso di colpa di Peter per la morte dello zio. Come poteva Peter provare rimorso per aver lasciato fuggire l'assassino di suo zio se poi questo si rivelava non essere l'assassiono dello zio? Fortunatamente Raimi ha corretto il tiro spiegando che Sandman, spaventato, aveva lasciato partire per sbaglio un colpo quando aveva visto il suo compagno (il ladro che Peter aveva lasciato scappare) correre verso di lui con la refurtiva. A livello teorico quindi, se Peter avesse bloccato il ladro, Flint Marko non avrebbe mai sparato a suo zio. E' una cosa che ha senso, ma sicuramente rende tutta la questione meno fluida e diretta. Almeno secondo me.
A parte questo, la rabbia che Peter Parker prova verso Flint Marko è sicuramente un altro pregio del film e il combattimento "rabbioso" tra Spidey col costume nero e Sandman è un'altra parte fantastica del film. Alti e bassi quindi.
A proposito di costume nero, parliamo un attimo di come Peter lo ha trovato. Nel fumetto era un gran casino e come ho già detto era impossibile spiegare la cosa in un unico film. Raimi ha voluto spiegare la cosa facendo cadere una meteora contenente il simbionte. C'era chi si aspettava qualcos'altro ma era difficile fare una cosa diversa. Personalmente pensavo che Raimi avesse in mente di cambiare totalmente le carte in tavola. Nessun simbionte alieno, ma semplicemente una sorta di "reazione" dei poteri di Peter agli eventi stressanti che il ragazzo stava vivendo. Questa idea mi èvenuta l'altro giorno riguardandomi Spider-Man 1 quando all'inizio del film Peter spiega a Harry di un ragno in grado di cambiare colore per adattarsi all'ambiente circostante. Ero convinto che Raimi partisse da questa cosa per l'idea del costume nero. Magari all'epoca del primo film era anche nelle sue idee, d'altronde era un riferimento abbastanza palese, ma avrà avuto paura che i fan più integralisti del fumetto assoldassero un cecchino per sbarazzarsi di lui.
Comunque sia il Ragno Nero è abbastanza convincente e aggressivo e la scena della separazione di Peter dal simbionte è senza dubbio eccezionale. Anche Venom in sè mi ha convinto, anche se, lo ribadisco, il villain migliore di Spidey 3 è senza dubbio Habgoblin. Un po' inguardabili le scenette di Peter Parker in versione emo che fa il figo per le strade di New York ma vabbè, autoironia. Senza contare che oltre a queste sequenze stupide sono presenti anche momenti in cui il Peter Parker "cattivo" riesce a stupire.
Altra cosa che mi è piaciuta poco è Gwen Stacy. Qui Raimi ha proprio toppato, poteva decisamente fare a meno di inserirla. Non solo perchè MJ alla fin fine era sin dal primo Spider-Man una fusione delle tre ragazze che Peter ha avuto nel fumetto (Liz Allen, Gwen e, appunto, MJ) ma proprio perchè questa Gwen Stacy è odiosa. Oca e svampita, non ha proprio un cazzo a che fare con la dolce ragazza che nei comics fu il primo amore di Peter. Fortunatamente Gwen ha tutto sommato un ruolo da comprimaria ma è innegabile che un personaggio storico e amato come lei avrebbe meritato ben altra sorte.
Chiudendo la recensione, che ho decisamente scritto in un attacco di logorrea, bisogna cercare di dare risposta a una delle domande che mi son fatto all'inizio: Spider-Man 3 è migliore o peggiore dei prequel?
Non lo so. Non ancora almeno.
Di fatto qualche difetto abbastanza vistoso qui c'è. D'altra parte però, come ho detto, il film è pieno di altre ottime cose che forse mancavano nei film precedenti. Quella sorta di drammaticità e tensione che si respire guardando la pellicola è una di queste.
Ma anche tante altre cose sono state memorabili. Venom, il team up del combattimento finale, lo stesso finale! Per non parlare di tutte le scazzottate.
Che dire, alla fine son rimasto soddisfatto. Un film diverso rispetto ai prequel, ma comunque un film in grado di stupire e appassionare. Forse piacerà di più a chi conosce poco il fumetto, a quelli che non staranno a cercare con la lente d'ingrandimento tutte le differenze e le imperfezioni. Ma anche gli altri non rimarranno delusi.
Ah, un'ultima cosa. Spider-Man 4 probabilmente si farà ma secondo me darà inizio a una nuova trilogia, e quindi sarà da valutare a parte, senza collegarlo a questi tre film finora usciti. Perchè effettivamente tutte le sottotrame che si sono aperte in Spider-Man 1 si sono concluse in questo episodio. Dispiace un po' il fatto che probabilmente sarà difficile vedere Carnage vista la fine che ha fatto Venom.

giovedì 3 maggio 2007

Ho salvato Ivalice

Ho appena finito Final Fantasy XII.
Settantadue ore di gioco circa.
Il titolo ha senza dubbio meritato, ci aggiorniamo a breve per una recensione dato che ho un bel po' di cose da dire.
Se proprio devo fare qualche considerazione a caldo, in questo momento mi viene solo da pensare che probabilmente FFXII è stato il mio ultimo gioco per PS2 (anche se non è da escludere un eventuale God of War 2, magari per le vacanze estive di agosto).
Poi che altro dire? Ah sì... La minigonna di Ashe porca zozza, guardatela XD

martedì 1 maggio 2007

Spider-Man 2

Avevo concluso la recensione di Spider-Man dicendo che per gli appassionati dell'arrampicamuri valse la pena attendere fino al 2002 per avere una rappresentazione cinematografica come si deve delle avventure del loro eroe.
Diciamolo subito, il sequel di Spider-Man, uscito nelle sale cinematografiche durante l'Estate 2004 è, secondo il mio modestissimo parere, uno dei rari casi in cui il seguito supera in qualità il film originale! Impresa tutt'altro che facile, visto che già il primo Spider-Man era un film supereroistico coi coglioni cubici.
Questa mia idea che Spider-Man 2 sia meglio dell'1 non è condivisa da tutti, ci mancherebbe altro, ma nessuno può negare che questo sia il seguito che ogni film vorrebbe avere.
Sam Raimi questa volta ci ha dato dentro. Che questo sequel sia un film della madonna lo si può intuire già guardando i titoli di apertura, nei quali scorrono degli artwork splendidamente realizzati che riassumono gli eventi verificatisi nel prequel.
Spider-Man 2 è, di fatto, una versione all'ennesima potenza del primo film. In questa pellicola c'è più Uomo Ragno, più Peter Parker, più azione e più riflessione.
Vediamo Peter ancora una volta combattuto tra il bisogno di assecondare per un attimo la sua vita privata e la responsabilità che gli deriva dai suoi poteri. Tobey Maguire si cala perfettamente nella parte e, ancora più che nel primo film, riesce ad approfondire il personaggio di Peter Parker. Qui le motivazioni del giovane supereroe sono più chiare e arrivano in maniera più diretta allo spettatore. I dialoghi sono più approfonditi e le sottotrame che legano i vari protagonisti vengono sviluppate in maniera certosina. Notevole ad esempio il rapporto tra Peter e Harry Osborn, che alla fine del film scopre quello che non avrebbe mai dovuto scoprire. E a questo proposito sono curiosissimo di vedere cosa capiterà in Spider-Man 3.
Buono anche il modo in cui è sviluppata la combattuta storia d'amore tra Peter e MJ, anche se i continui ripensamenti di Peter potrebbero far cadere i coglioni a qualcuno. Ma d'altronde stiamo parlando di un supereroe che si tira un bordello di paranoie, se cerchiamo eroi più sicuri di sè basta andare a vedere un Superman a caso.
E poi lui, il nemico principale di Spider-Man 2... Sua eccellenza Dottor Octopus, interpretato da un Alfred Molina decisamente in parte!
Avevo già detto quanto il Goblin di Willem Dafoe fosse riuscitissimo. Ecco, Doc Ock è venuto fuori anche meglio. Qui, tanto per cominciare, non ci sono esoscheletri futuristici a far tirar giù bibbie agli integralisti del fumetto. Otto Octavius è esteticamente fedelissimo alla sua controparte cartacea. Manca la tutina verde che fa tanto anni 60 (grazie al cielo...), ma il resto c'è tutto in carne, ossa e tentacoli bionici. Doc è un nemico pazzo, carismatico e gigione che di certo non fa rimpiangere il folletto verde di Dafoe. Tra l'altro le sue scazzottate con Spidey sono a dir poco memorabili, dei veri capolavori di cinema d'azione, girate splendidamente e bellissime da guardare. A questo proposito ho trovato favolosa la scena in cui l'arrampicamuri deve fermare un treno in corsa mandato fuori controllo da Doc Ock. Veramente bella, tra l'altro mi ha ricordato un bordello il fumetto, non so come mai.
A proposito di fumetto, anche qui le citazioni si sprecano. Si va dalla comparsa del Dottor Connors (colui che diventerà Lizard) alla scena in cui Peter getta il costume nell'immondizia.
Insomma, bello, bello , bello e ancora bello.
A questo punto non resta che vedere come sarà il terzo episodio di questa saga. Personalmente sono abbastanza fiducioso. Sono tra l'altro curioso di vedere come Raimi abbia deciso di introdurre il costume nero, dato che nel fumetto Peter entrava in possesso del simbionte alieno in un modo abbastanza complesso e sicuramente non facilmente trasferibile in un film. Mah, vedremo un po'!
In ogni caso... Ci aggiorniamo al più presto per discuterne.

lunedì 23 aprile 2007

Spider-Man

In occasione dell'ormai imminente uscita nelle sale italiane di Spiderman 3, ho voluto prendere la palla al balzo per rivedermi i precedenti due film e parlarvene su questo blog (spinto anche dalla scimmia che mi sta causando Civil War).
Stasera ho guardato il primo Spiderman.
Uscito nell'ormai lontana estate 2002 questo film è una delle pellicole che più mi stanno a cuore.
Girato da Sam Raimi Spiderman è senza ombra di dubbio uno degli adattamenti cinematografici più riusciti dai tempi del primo Batman di Tim Burton.
Raimi riesce a prendere l'essenza del personaggio e a trasferirla sul grande schermo.
La storia di Peter Parker è raccontata con grande maestria e passione. Il ragazzo sfigato, l'amore impossibile per MJ, l'amicizia con Harry Osborn, la gita alla dimostrazione scientifica, il morso del ragno, la scoperta dei superpoteri, la morte di Zio Ben... Lo spettatore riesce davvero a sentire sulla sua pelle la frase Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, tanto che alla fine capirà senza problemi la scelta di Peter di rinunciare alla donna che ama per proteggerla.
Raimi è stato un grandissimo a rispettare lo spirito del fumetto pur lasciandosi andare ad alcune licenze poetiche che all'epoca furono poco apprezzate ma che adesso si lasciano tranquillamente perdonare. Per citarne due, la tela organica (che adesso è presente anche nel fumetto) e il costume fantascientifico di Goblin. Ma in ogni caso sono compromessi su cui si può tranquillamente sorvolare, dato che la qualità del lavoro svolto è impeccabile.
Persino sugli attori è stato fatto un gran lavoro. Tobey Maguire è il Peter Parker nerd fino al buco del culo che si è visto agli esordi del fumetto, Willem Dafoe è un Norman Osborn semplicemente perfetto e Kirsten Dunst (che recentemente abbiamo ammirato in Marie Antoinette) è... Bè, ok, forse non è la MJ del fumetto però riesce a rendere benissimo l'idea di girl next door. Senza contare poi JJJ, veramente indistinguibile dalla versione cartacea.
Ma le similitudini col fumetto Marvel non si fermano ai personaggi. I dialoghi, le citazioni (Dr Connors, Eddie Brock, l'immancabile cameo di Stan Lee) e le stupende immagini contribuiscono non poco a rendere questo film un colpo al cuore per gli appassionati dei comics americani. Senza dimenticare la sequenza del bacio a testa in giù, ormai famosissima e citata in ogni dove.
In conclusione Spiderman è stato un adattamento spettacolare come se ne sono visti pochi. I numerosi fan dell'arrampicamuri (tra cui il sottoscritto) furono costretti ad attendere anni per avere un film che rendesse giustizia al loro eroe, ma nel 2002 furono accontentati. E non solo nel 2002, anche nel 2004. Ma questa è un'altra storia...

venerdì 20 aprile 2007

Motorstorm


Motorstorm fu uno dei primi giochi per PS3 ad essere mostrati in video all'E3 2005.
Insieme a Killzone 2 fu probabilmente una delle tech demo più impressionanti. Si trattava ovviamente di un video realizzato in computer grafica, ma l'idea di fondo era quella di un gioco di corse arcade che graficamente parlando non si discostasse troppo da quanto mostrato nella tech demo.
Insomma, niente real time ma vi assicuriamo che il risultato finale sarà lo stesso.
Svariati mesi dopo Motorstorm esce assieme a PS3.
Che dire, come era logico aspettarsi il risultato non è quello che si era visto all'E3 2005. Tanto fango, tante macchine, moto, canyon e così via ma col cazzo che si arriva ai livelli di un filmato in computer grafica. Graficamente Motorstorm non è più spettacolare di un qualsiasi gioco finora uscito su 360.
Per quanto riguarda la filosofia di fondo c'è da dire che il gioco completo mantiene tutte le promesse fatte dalla tech demo. Promesse che si possono riassumere in due parole: Corse Grezze. Il bel gioco c'è, non si può dire niente. Tanti veicoli differenti per tipologia, piste abbastanza piacevoli e una modalità online piuttosto ben fatta.
Motorstorm è divertente e si lascia giocare volentieri. Non è perfetto però.
Personalmente l'ho trovato un po' lento. Quando si guidano moto o quad la velocità è buona ma nel caso di auto e buggy più di una volta ci si ritrova a dire: "Che palle...". La cosa è anche accettabile per i camion ma per un'auto da rally lo trovo un po' esagerato.
Per un gioco del genere avrei preferito uno stile di guida più frenetico. Qualcosa alla Burnout o alla Exitetruck per intenderci. Ma tutto sommato può essere una questione di gusti.
Il sistema di controllo coi sensori di movimento del Sixaxis gettatelo pure nel cesso e tirate l'acqua. E' inutile. Poco preciso e poco reattivo.
A proposito di Sixaxis, Motorstorm è un gioco che fa avere nostalgia della vibrazione. Sentire la strada sconnessa sotto le ruote tramite i sussulti del pad è una cosa che in effetti manca. E il fatto che i programmatori di Motorstorm abbiano detto che a loro dell'assenza di vibrazione nel Sixaxis non gliene frega un cazzo perchè la grafica iper-realistica di PS3 non la rende necessaria è una stronzata grossa come una casa.
Il gameplay di Motorstorm comunque non è certo tutta merda. Le gare sanno essere divertenti (anche se avrei preferito un po' di velocità in più) e la modalità online spacca davvero tanto. C'è un buon utilizzo del turbo, che ricorda un po' quello di Excitetruck (anche se più tecnico) e per saper padroneggiare ogni tipo di veicolo c'è bisogno di un bel po' di pratica e di manico.
Un gioco con alti e bassi quindi.
Una nota positiva va comunque data alla colonna sonora scelta. Davvero ben fatta e azzeccata. Nirvana, Slipknot e tanta altra bella gente. Unico appunto: non si può personalizzare la tracklist durante le gare da quanto ho capito. Insomma, queste cose in un gioco del 2007 non vanno bene, se voglio correre SEMPRE e COMUNQUE ascoltandomi Breed dei Nirvana sparata a palla fammela mettere e non mi cacare il cazzo.
A proposito, attendo ancora che la PS3 permetta di giocare ascoltandosi gli MP3 salvati su Hard Disc.
In conclusione: un gioco con delle ottime potenzialità che però non sono state sfruttate come si deve. Aspettiamo il seguito.
Comunque pochi cazzi, i migliori giochi di lancio per PS3 sono in ordine: Virtua Fighter 5, Resistance, Motorstorm. Medaglia di bronzo e siamo a posto così.