venerdì 11 settembre 2009

Cifra tonda!

30'000 punti di Gamerscore esatti!
Soddisfazione!

mercoledì 9 settembre 2009

Batman: Arkham Asylum

I giochi su licenza sono spesso vittime di pregiudizi.
Quando si parla di questo genere di titoli la prima cosa che viene in mente al giocatore navigato è probabilmente un gioco caratterizzato da un aspetto grafico scialbo e un gameplay agghiacciante.
A qualcuno probabilmente verranno anche in mente le recensioni dell'Angry Nintendo Nerd dedicate ai tie-in per NES di Ritorno al Futuro.
In realtà bisogna dire che nella storia dei videogiochi alcune volte capita che un gioco su licenza si riveli un piccolo capolavoro.
Il brand Star Wars, per dirne uno, ha generato in mezzo a tanta immondizia anche alcuni giochini di tutto rispetto come i due Kotor o il primo Jedi Knight.
E che dire di Indiana Jones and the Fate of Atlantis?
Certo, stiamo parlando di casi rari e probabilmente eccezionali, ciò non toglie che sia sbagliato fare di tutta l'erba un fascio.
Ma senza stare a scomodare mostri sacri, prendiamo anche il recente gioco dedicato agli inossidabili Ghostbusters: un titolo godibilissimo, piuttosto divertente da giocare, graficamente buono e assolutamente rispettoso dello spirito dei due film! Un ottimo risultato, no?

Batman Arkham Asylum fortunatamente rientra nella categoria dei giochi su licenza realizzati come dio comanda!
Ispirato al Batman fumettistico, Arkham Asylum ci permette di vestire i panni del Cavaliere Oscuro e di combattere il Joker (e una lunga serie di altri villain) all'interno dell'opprimente penitenziario di Arkham.
Il gioco è veramente ottimo. Stiamo parlando di un titolo d'azione e avventura in terza persona che riesce a miscelare vari generi senza per questo risultare un pastrugno ingiocabile.
Batman si controlla senza problemi, le fasi stealth sono ben riuscite e i vari marchingegni come il Batarang sono divertentissimi da usare. Tutto è amalgamato alla perfezione e non si ha mai la sensazione che qualche elemento di gameplay sia raffazzonato o buttato dentro tanto per...
La struttura del gioco mi ricorda in un certo qual verso quella di un Metroid, visto che la componente esplorativa è piuttosto marcata (almeno se si vuole finire il gioco con tutti i segreti) e poichè mano a mano che la storia procede si sbloccano determinati power-up che consentono di accedere ad aree della mappa che prima ci erano precluse, esattamente come accade nella serie Nintendo.
Persino le scazzottate sono ben fatte. Non stiamo parlando di un Ninja Gaiden, ovvio, ma tutto funziona a dovere e la cosa veramente bella è che le sequenze di combattimento sono "fisiche" e "maschie" come non mai: si ha veramente la sensazione di darle e prenderle!
Dal punto di vista dell'atmosfera Arkham Asylum non ha niente da invidiare a nessuno.
La storia principale riesce ad acchiappare come si deve grazie soprattutto a dei personaggi caratterizzati alla grandissima.
Il Joker ovviamente la fa da padrone: è un villain gigione, malsano, perverso e deviato come è lecito aspettarsi, senza nulla togliere a tutti gli altri.
Ma al di là della trama principale è proprio il girovagare per Arkham "giocando" ad essere Batman a dare coinvolgimento al giocatore. Ci si sente davvero nei panni del cavaliere oscuro ed è questa la sensazione impagabile.
L'immedesimazione è un fattore importantissimo per un titolo tratto da un fumetto.
Raramente un gioco su licenza riesce così bene (e con così tanta naturalezza) a restituire l'impressione di impersonare un super eroe.
Con Batman questa sensazione c'è eccome e il bello è che a fare da contorno c'è anche un gioco dannatamente valido. Anzi, direi che forse ci troviamo di fronte al più valido adattamente videoludico da un fumetto che si sia mai visto fino ad oggi.
Consigliatissimo a tutti, anche per chi magari il personaggio di Batman lo conosce poco.

Ah piccola nota finale.
Voglio fare un plauso al doppiaggio italiano del gioco, che è veramente ben fatto. Da quanto mi ricordo tra l'altro i doppiatori di Joker e di Batman sono gli stessi della serie animata che vedevo negli anni 90!
Ah, ovviamente se leggete questo blog spero che sappiate che nella versione americana il doppiatore di Joker è Mark "Luke Skywalker" Hamill! XD

sabato 15 agosto 2009

Band of Brothers


« E sino alla fine del Mondo
Giorno non passerà senza che vengano menzionati i nostri nomi;
Noi pochi, noi pochi e felici, noi banda di fratelli;
Poiché chi oggi spargerà il suo sangue con me
Sarà mio fratello. »


Finalmente sono riuscito a vedere questa serie.
Band of Brothers è una miniserie di dieci episodi che segue le vicende della famigerata Compagnia Easy del Secondo Battaglione, 506° eggimento di Fanteria Paracadutista, 101a Divisione Aerotrasportata dell'esercito degli Stati Uniti partendo dall'addestramento fino ad arrivare alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, coprendo un arco temporale che va dal 1942 fino al 1945.
Dieci episodi che ripercorrono con accuratezza storica alcune delle fasi più celebri del conflitto come l'Operazione Market Garden e la Battaglia delle Ardenne.

La serie è prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks, due nomi che è impossibile non associare a quel gran bel film che è Salvate il Soldato Ryan (film che, per inciso, a una prima visione mi annoiò a morte, ma che in seguito rivalutai di brutto).
Band of Brothers ha in effetti diversi punti in comune con il film di Spielberg (come è anche ovvio che sia visto che il periodo storico trattato è lo stesso), ma più che altro sembra che voglia offrire un punto di vista "alternativo".
Per dirne una nell'episodio D-Day non assistiamo allo sbarco, ma vediamo tutto dal punto di vista dei paracadutisti.
Ciò che colpisce è comunque la qualità di questa produzione televisiva che ha veramente ben poco da invidiare a certi film bellici visti al cinema (anzi...).
Gli orrori, le fatiche e le brutalità della guerra vengono presentate con un impatto visivo devastante, a volte anche cruento.
I dieci episodi sono girati splendidamente e ognuno di essi è a tutti gli effetti un piccolo film che si discosta dall'altro anche per stile di narrazione. A volte si ricorre a un flashback, altre volte la vicenda viene raccontata dal punto di vista di un solo soldato, mentre in altre si ricorre a una visione corale.
Ogni episodio fa quasi storia a sè, sebbene il filo conduttore e i protagonisti della vicenda siano sempre quelli.

Certo, ovviamente la storia della Compagnia Easy sarà stata romanzata in più di un'occasione, ma in generale non si assiste mai a quel patriottismo stucchevole che a volte affligge queste produzioni.
L'impressione è sempre quella di trovarsi di fronte a un'opera scritta e girata per mettere in scena quello che doveva essere la guerra e far capire agli spettatori che come me non hanno manco fatto il servizio di leva cosa dovevano provare questi poveracci che si trovavano al fronte senza sapere se sarebbero mai riusciti a tornare a casa vivi.
Band of Brothers racconta la guerra dal punto di vista dei soldati, attraverso gli occhi di quelli che l'hanno vissuta e a causa di essa hanno perso amici e, forse, anche un po' della loro innocenza.

Non mancano infatti momenti drammatici, spesso sottolineati dalla splendida colonna sonora o addirittura commentati, nell'apertura dei singoli episodi, dai veri reduci della guerra.
La scoperta praticamente casuale del Campo di Concentramento di Landsberg è uno di questi momenti ed è a tutti gli effetti una delle scene più struggenti che abbia mai visto. Una scena quasi disturbante, soprattutto se pensiamo che è avvenuta realmente e che in ogni caso lo spettacolo che si presentava ai soldati alleati che scoprivano l'esistenza dei campi di sterminio nazisti non era poi tanto diverso (e probabilmente anche peggiore).

Band of Brothers è una serie che mi sento di consigliare senza riserve a chiunque. Sia perchè si tratta in generale di un bel serial televisivo, sia perchè lascia spazio anche a qualche riflessione sugli eventi che hanno segnato la storia del mondo in cui viviamo.

venerdì 24 luglio 2009

Wii Sports Resort e Wii Motion Plus


Quanto mi secca aver sempre ragione.
Com'era prevedibile Wii Sports Resort è poco più di una tech demo per mostrare le potenzialità del Wii Motion Plus. Una tech demo più completa di Wii Sports certo, con più roba da fare e da vedere, ma in soldoni sempre di quello si tratta.
Resort fa comunque il suo lavoro e lascia intravedere un sacco di applicazioni interessanti per questo Motion Plus che, si spera, verranno implementate in giochi più corposi.
E' il caso ad esempio della Chanbara, vale a dire il combattimento con le spade. In questo minigioco la precisione è praticamente 1:1, il fattore "wow" schizza a mille ed è impossibile non pensare a quanto sarebbe una figata combattere in questo modo in uno Zelda o, ancora meglio, in un gioco ispirato a Star Wars.
Resta un rammarico però: il wiimote questa precisione avrebbe dovuto averla fin dall'inizio e non grazie a questo add-on.
Per carità, Nintendo ha fatto bene a migliorare la sensibilità del Wii-mote, ma la sensazione di essere stati un po' presi in giro c'è: la sensazione è che Nintendo abbia ammesso, che dal Dicembre 2006 fino ad oggi, ci abbia venduto una "rivoluzione dei controlli" monca, farlocca e soprattutto imprecisa.
E' come se il VERO Revolution, quello che aspettiamo dal 2005, fosse uscito solo oggi.
Mi rendo conto di essere forse troppo polemico, ma in fondo io la vedo così. Io di un sistema di controllo impreciso come quello del primo wiimote avrei fatto volentieri a meno, io i movimenti 1:1 li volevo da subito.
Ma ormai la frittata è fatta e si spera che col Wii Motion Plus si possano vedere belle cose in futuro (Red Steel 2 mi attizza) anche se il Wii graficamente non ce la fa veramente più a stare al passo coi tempi.
Gira e rigira però, salta sempre fuori il solito discorso: ormai è chiaro che il target a cui punta la Nintendo si accontenta di "tech demo" alla Wii Sports Resort, quindi non so quanto convenga sbattersi a sviluppare su Wii giochi pensati per gli hardcore gamers.
Che poi diciamocelo, Resort non è neanche un brutto gioco, per carità, ma alla fine stiamo comunque parlando di un party game per farsi quattro risate con gli amici in una serata dai toni nerd, non certo di un gioco profondo in grado di tenere impegnato per mesi un giocatore appassionato.
Però oh... Continuo a pensare a quanto sarebbe figo se al posto di quella spada di legno ci fosse una spada laser!

giovedì 23 luglio 2009

Banjo e Kazooie: Nuts & Bolts


E' bello vedere che in una next-gen fatta di sparatutto in prima/terza persona caratterizzati da una palette cromatica sul grigio andante c'è ancora spazio per un Banjo & Kazooie.
Un gioco che, ricordiamolo, è passato quasi inosservato in mezzo al marasma pre-natalizio ma che comunque val la pena recuperare, soprattutto adesso che si trova in giro a prezzi irrisori.
Nuts & Bolts si distanzia dai due precedenti capitoli per N64 e trasforma quello che era un platform 3D puro in una specie di sandbox dove l'enfasi è posta sul corposo editor di veicoli.
Stavolta per superare le svariate missioni che il gioco propone dovrete aguzzare il vostro ingegno e costruire il veicolo più adatto al vostro scopo, oppure, se siete di fretta, potrete scegliere il mezzo più idoneo da quelli di default.
Il platform puro è morto e la Rare lo ha capito. O meglio, il platform puro non è morto, ma comunque vende poco, a meno che non si chiami "Mario".
Poco male però, perchè questo nuovo Banjo & Kazooie è un ottimo videogioco con un gameplay divertente e appagante. Fa sempre piacere infatti venire a capo di una situazione ostica grazie a un mezzo che vi siete costruiti con le vostre manine nerdose, c'è poco da fare.
A questo aggiungete poi che il titolo Rare ha un aspetto grafico veramente delizioso, colorato e allegro come piace a me.
Per di più è meraviglioso vedere come questo gioco riesca spesso ad essere autoironico (l'incipit dell'avventura, con i due protagonisti sovrappeso a causa degli anni di inattività è spettacolare).
Insomma, la Rare magari non sarà più quella dell'epoca Nintendo, ma qualcosa di buono se si mette di impegno lo sa ancora fare.
Io aspetto Killer Instinct 3 eh!

mercoledì 22 luglio 2009

The Secret of Monkey Island: Special Edition


Con colpevole e ingiustificato ritardo sono riuscito a giocare e a finire lo storico Monkey Island nella sua Edizione Speciale uscita su XBOX Live Arcade.
Remake piacevolissimo.
Prima di tutto perchè non esclude che si possa godere del gioco nella sua veste grafica originale e in secondo luogo perchè finalmente permette alle nuove generazioni di godersi (in una grafica più pulita e al passo coi tempi) un capolavoro senza tempo.
La nuova veste grafica convince e non convince allo stesso tempo.
Non convince perchè, diciamocelo, i pixel grossi come mattoni esercitano sempre un certo fascino vintage, soprattutto sui vecchi scorreggioni come me. La grafica del 1990 era elegante e stilosa e ancora oggi certi primi piani lasciano di stucco per la loro bellezza.
Ma la nuova grafica convince perchè alla fine si vede che è stata realizzata nel rispetto dell'opera originale (anche se lo stile c'entra poco) e perchè certi paesaggi e ambientazioni ci hanno decisamente guadagnato.
La giocabilità è rimasta la stessa, anche se giocando con la nuova veste grafica si manda in pensione la vecchia interfaccia SCUMM.
Parlando del gioco in sè bè, non c'è molto da dire considerando che è la prima avventura grafica che gioco e non ho molti altri termini di paragone.
Quel che posso dire è che Monkey Island è una gran bella avventura.
Non si può dire che sia una gran bella storia, visto che alla fine la trama di Monkey Island non è che ti faccia strappare i capelli da quanto è bella. Ciò che colpisce infatti è il MODO in cui viene raccontata questa storia, con un'ironia fuori dal comune, attraverso dei personaggi totalmente sbroccati e fuori di testa che si lasciano andare ad alcuni dei dialoghi più memorabili e non-sense di tutti i tempi.
L'ironia ovviamente finisce per intaccare anche il gameplay, con enigmi che fanno lavorare il cervello e che al contempo strappano un sorriso.
E giocando a Monkey Island si capisce davvero quanto uno dei più grossi blockbuster cinematografici dell'ultimo decennio sia in debito con l'avventura della Lucas.
Anche nel 2009 quindi vale la pena farsi un viaggetto in compagnia di Guybrush Threepwood. Parola mia, c'è da divertirsi.
E portate il rum...

mercoledì 3 giugno 2009

Super Mario Galaxy 2

Secondo me ci sta dentro, sarà anche l'apoteosi del "more of the same" ma chissenefrega, un seguito di Mario Galaxy è graditissimo.