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martedì 14 dicembre 2010
TRON Legacy: attesa spasmodica
Che poi in realtà le prime recensioni non sono molto incoraggianti.
Ma, detto francamente, non me ne frega un cazzo.
venerdì 5 novembre 2010
giovedì 15 aprile 2010
Seven Nation Army VS Rhythm Games
Jack White, il chitarrista dei White Stripes, si è recentemente pronunciato contro i videogiochi musicali.In un' intervista riportata su Kotaku White ha infatti dichiarato che chi volesse dedicarsi alla carriera musicale dovrebbe lasciar perdere immediatamente questo genere di videogiochi, poichè secondo lui non avrebbero nulla a che vedere con la vera musica.
A quanto pare tempo fa White si era già pronunciato contro i rhythm game, asserendo che abusarne porterebbe a una specie di pigrizia creativa.
Jack White non è il primo a uscirsene con sparate di questo tipo.
Qualche mese fa lo stesso Paul McCartney disse che non aveva giocato a The Beatles: Rock Band perchè lui suonava già la chitarra e non gliene fregava un tubo di premere dei bottoni su un basso finto quando poteva esibirsi in un concerto vero.
Ora, io li capisco tutti e due.
Perchè sì, giocare a Rock Band o a Guitar Hero non ha assolutamente nulla a che fare con il suonare un vero strumento musicale.
Direi che questo è chiaro a tutti.
Giocare a questo genere di giochi lo considero un po' come un metodo alternativo di ascoltare una canzone.
Una sorta di "schiaccia la talpa" in cui bisogna andare a ritmo seguendo le indicazioni sullo schermo. Perchè è incredibile come sia Rock Band che Guitar Hero, pur essendo i giochi musicali per eccellenza, possano essere giocati anche tenendo il volume del televisore fisso sullo zero.
Una roba paradossale, che fa ben comprendere come questi due titoli siano abbastanza lontani dal concetto di "fare musica".
Ad ogni modo sia McCartney che White hanno detto cose evitabili.
McCartney perchè con The Beatles: Rock Band ci avrà fatto un fottìo di soldi.
Inoltre questo totale disinteresse nei confronti di un prodotto che ti riguarda e su cui metti la faccia non mi sembra una roba poi tanto intelligente.
Cioè, provalo, che cazzo ti costa? Anche solo per una questione di controllo qualità, no?
Ma lasciamo perdere, lo sappiamo tutti che Paul è diventato un vecchio scorreggione.
Ammesso che sia veramente lui poi, ovvio, che qui le leggende metropolitane girano.
Jack White invece, oltre ad aver ribadito che musica e rhythm games non hanno molto a che vedere, dissuade i musicisti dal perdere tempo con essi, poichè secondo lui non aiutano a conoscere ciò che è la vera musica.
Questa, per quanto mi riguarda, è una puttanata.
Personalmente ho scoperto un sacco di gruppi e di canzoni che non conoscevo facendo scorrere la tracklist dei vari Guitar Hero.
Stesso discorso per DJ Hero, che ha stuzzicato la mia curiosità nei confronti del mondo dei dìggey.
Insomma, magari non avrò imparato a suonare, ma personalmente posso dire che questo genere di giochi mi ha aiutato ad espandere la mia cultura musicale.
E, diciamolo pure, grazie ad essi mi è stato possibile conciliare due cose che mi piacciono tantissimo: ascoltare musica e giocare ai videogiochi.
Che non è una cosa da poco.
martedì 5 gennaio 2010
DJ Hero
DJ Hero è una figata.Dico sul serio, non esiste un termine più azzeccato per descrivere questo rhythm game.
Già il fatto che ci siano i Daft Punk potrebbe bastare a catapultare questo titolo nell'olimpo videoludico, ma in realtà le qualità di DJ Hero vanno ben oltre la presenza del duo di musicisti parigini.
Cioè, intendiamoci, i Daft Punk erano per me il principale motivo per cui dovevo recuperare a tutti i costi questo gioco, tuttavia bisogna dire una cosa: la tracklist di DJ Hero è letteralmente una roba da spavento per quanto è bella.
Pochi cazzi, la qualità delle tracce da mixare è impressionante e riesce a far venire l'acquolina in bocca anche a chi magari non nutre eccessivo interesse per questo genere di musica.
C'è veramente un sacco di bella roba, da Eminem ai Black Eyed Peas, da Jay-Z ai Queen, da Benny Benassi ai Weezer, dai Tears for Fears ai Motorhead (giuro).
Tutti i vari brani presenti sono combinati tra di loro andando a formare novantaquattro remix uno più bello dell'altro.
A questa tracklist da orgasmo si aggiunge il fatto che DJ Hero è veramente meraviglioso da giocare.
La periferica "piatto" è semplice ma ben studiata. Dopo un attimo di perplessità iniziale ci si ritrova a scratchare e a smanettare col cross-fader come dei dannati, divertendosi un botto.
E' una giocabilità più macchinosa rispetto a quella di Guitar Hero, certo, ma francamente pensavo di trovare maggiori difficoltà.
DJ Hero è in fin dei conti un rhythm game massiccio che qualunque (e sottolineo qualunque) appassionato di musica dovrebbe provare, se non altro per ascoltare la tracklist sbrodolosa che offre.
E poi i DJ rimorchiano un casino, quindi non rompete le palle.
martedì 22 settembre 2009
The Resistance
Infili il cd nello stereo, ti stravacchi sul divano, alzi il volume al massimo e ti immergi nella musica. E' un'immersione profonda, avvolgente, devi essere in vena e nella condizione mentale giusta per vivere un'esperienza del genere.
Quando il disco finisce non sai bene cosa minchia sia successo.
Ciò che hai appena sentito ti è piaciuto un casino, ti sei reso conto che Uprising è forse il pezzo più brutto dell'album così come Supermassive Black Hole era la canzone più brutta del disco precedente, ma non ti sei ancora fatto un'idea chiara.I dischi dei Muse vanno riascoltati per essere apprezzati a fondo. Vanno assimilati per capire veramente quanto ci piacciono.
Un esempio? La prima volta che sentii Knights of Cydonia, che oggi è una delle mie canzoni preferite di sempre, rimasi piuttosto indifferente.The Resistance è un disco impegnativo, sicuramente non apprezzabile da tutti e non chiarissimo a un primo ascolto.
Ma è anche un album complesso e coraggioso, che stupisce continuamente per la bellezza musicale che contiene.C'è la voce di Bellamy, fantastica e struggente come sempre, c'è l'angosciante incipit di "Resistance" che dà il via a una delle canzoni migliori che io abbia ascoltato in questi ultimi tempi, c'è l'Orwelliana "United States of Eurasia"...
E poi c'è Exogenesis, grandiosa sinfonia suddivisa in tre parti che chiude il disco in maniera magistrale e sublime.The Resistance è sicuramente una piccola opera d'arte, un quadro dipinto con le note che saprà riservare un'immensa goduria a coloro che si lasceranno trascinare dalle sonorità di questo geniale gruppo inglese, assaporandone la filosofia musicale fino all'ultima goccia.
I Muse, come sempre, non deludono.E Bellamy sa anche preparare i pizzoccheri, cosa si può desiderare di più?
lunedì 14 settembre 2009
The Beatles: Rock Band

Già all'E3 si era intuito abbondantemente quanto amore ci fosse dietro al progetto di The Beatles: Rock Band.
Ma è solo dopo averci giocato per un'oretta, dopo aver suonato Twist and Shout, Ticket to Ride, I Want to Hold Your Hand e una manciata di altre "canzonette" che si comprende veramente il valore di questo gioco, che più che un gioco è forse da considerarsi un vero e proprio tributo a uno dei gruppi musicali più importanti del secolo scorso, forse anche il più importante.
E' solo dopo aver visto (e ascoltato) la magnifica introduzione del gioco e i filmati che fanno da intermezzo tra una tappa e l'altra della modalità storia che ci si rende conto della bellezza del titolo Harmonix.
Della bellezza sì, anche perchè al di là dell'ovvia magnificenza musicale ciò che colpisce di questo gioco è l'impatto visivo che pur nella sua semplicità riesce a essere ricco di carisma, psichedelico e fedele nel riprodurre quel tipo di estetica che non può non venire in mente quando si pensa ai Fab Four.
E' questo che devono essere i videogiochi musicali come Guitar Hero e Rock Band!
Non delle semplici compilation di canzoni da suonare senza provare nulla, ma dei veri e propri atti d'amore di una forma d'arte (il videogioco) verso un'altra (la musica).
Dev'essere il videogioco che, preso da un'immensa e incontrollabile attrazione per la musica, la prende a braccetto, dando così vita a qualcosa di nuovo e unico.
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